Ingredienti da evitare nei cosmetici

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Se ci si avvicina per la prima volta alla cosmesi ecobio è facile cadere in confusione o farsi prendere dal panico leggendo in rete informazioni sugli ingredienti che sarebbe meglio evitare in un cosmetico. E’ quello che è successo anche a me!

In questo post, senza nessuna presunzione di essere esaustiva, vi elencherò alcuni degli ingredienti da evitare contenuti nei cosmetici che usiamo ogni giorno (saponi, creme, dentifrici, shampoo, balsami, prodotti per il make up,…), le loro caratteristiche e il perchè è consigliabile scegliere cosmetici che non li contengano.


PETROLATI

Sono una classe di composti ricavati dal petrolio per distillazione. Si presentano come una pasta cerosa semitrasparente di colore bianco per le miscele più pure (usate in campo cosmetico e farmaceutico). Essi sono sostanze del tutto estranee agli organismi viventi, al nostro corpo, alla nostra pelle, e non sono biodegradabili.

Vengono inseriti nei cosmetici, perchè permettono di limitare l’evaporazione dell’acqua contenuta nell’epidermide creando una sorta di barriera tra l’ambiente esterno e la pelle. Sono quindi agenti filmanti che danno una sensazione di levigatezza alla pelle e sono utilizzati per il loro effetto condizionante, solvente ed emolliente.

La barriera che i petrolati formano sulla pelle è innaturale, composta da molecole estranee a quelle dello strato idro-lipidico della pelle (la miscela di grasso e acqua distribuita sull’epidermide che costituisce l’idratazione naturale). La traspirazione ne risulta ostacolata e questo provoca, soprattutto su pelli predisposte, irritazioni e acne. Sono quindi composti comedogenici, che creano un“tappo” sui follicoli piliferi, facendo sì che cheratina, sebo e polvere si ossidino formando gli odiosi “punti neri”, ovvero i comedoni.

Di seguito alcuni nomi di petrolati così come indicati nell’INCI: Mineral Oil, Paraffinum Liquidum, Petrolatum, Propylene glycol, Isopropyl, Vaselina, Cera microcristallina.


PARABENI

Parlando in termini chimici, i parabeni sono esteri e vengono ottenuti mediante il processo di esterificazione dell’acido para-idrossibenzoico con un determinato alcol. Alcuni tipi di parabeni sono presenti anche in natura (il tipico esempio è il metilparabene il quale si trova nei mirtilli). Essi hanno proprietà battericide e funghicide ed è per questo che sono inseriti nei cosmetici come conservanti oltre che per il loro basso costo.

Il discorso legato alla loro sicurezza nei cosmetici è piuttosto complesso. Una ricerca inglese, guidata da Philippa Darbre, pubblicata nel 2004 ipotizzava una relazione tra i parabeni applicati topicamente assieme al cosmetico ed il tumore al seno. Ricerche successive hanno concluso che non c’erano prove che i parabeni cosmetici, specie quelli contenuti nei deodoranti, causassero l’insorgere del cancro al seno.

D’altro canto i parabeni nella UE sono classificati come potenziali interferenti endocrini, cioè sostanze di cui c’è almeno una ricerca che ne prova la potenziale capacità di mimare chimicamente gli estrogeni, con una possibile ricaduta in effetti sulla salute dell’uomo e dell’ambiente. Centinaia di studi hanno indagato sulla loro capacità di interferire con il sistema endocrino ottenendo risposte diverse. È stato comunque confermato che soprattutto quelli con la catena alchilica più lunga, e i loro principali metaboliti come l’acido p-idrossibenzoico stesso, possono debolmente interferire con il sistema ormonale. La controversia sugli ipotetici rischi associati ai potenziali interferenti endocrini nel cosmetico è ancora viva ed in alcuni paesi si è pensato di adottare il principio di precauzione per cosmetici applicati a neonati o infanti, giudicando tale rischio inaccettabile.

Di seguito alcuni nomi di parabeni così come indicati nell’INCI: methylparaben, ethylparaben, propylparaben, isobutylparaben, butylparaben, e benzylparaben, isobutylparaben, isopropylparaben e benzylparaben.


SILICONI

Sono polimeri inorganici basati su una catena silicio-ossigeno e gruppi funzionali organici legati agli atomi di silicio. La loro versatilità è data dalle caratteristiche di questa famiglia di molecole. Si tratta infatti di sostanze idrorepellenti, duttili, antistatiche, resistenti alle alte temperature, resistenti all’invecchiamento (e quindi non biodegradabili), chimicamente inerti, migliorano le performance dei filtri solari sia chimici sia fisici. Nella cosmesi, in genere si possono trovare nelle creme per il viso, per il corpo, negli shampoo, negli stick per labbra, nel make-up. La caratteristica fondamentale dei siliconi è quella di rendere morbide e setose le strutture dei prodotti nei quali sono impiegati e di dare a capelli e viso un aspetto immediatamente più levigato, liscio e piacevole al tatto.

Essi creano sul capello e sulla pelle un film sottilissimo che li isola dall’ambiente esterno ma che impedisce agli altri ingredienti di penetrare perchè tendono a “tenerli” sulla superficie cutanea o del capello. I capelli appaiono quindi lucenti e sani, ma visto che i siliconi non hanno proprietà curative, la situazione non viene migliorata e a lungo andare i capelli appaiono crespi e secchi ed aumenta l’insorgere delle doppie punte. Anche la pelle appare liscia e vellutata, ma la pellicola creata dai siliconi impedisce la naturale traspirazione cutanea, dando come risultato una pelle ricca di comedoni, punti neri, grani di miglio nel contorno occhi, pori dilatati, sfoghi acneici e, nel momento in cui si interrompe l’utilizzo di siliconi, essa risulta estremamente secca e squamosa.

La maggior parte dei siliconi hanno un nome che termina con –thicone, -one e –ane. I più utilizzati nei cosmetici sono il dimethicone, l’amodimethicone, il cyclomethicone, il Cyclopentasiloxane.


PEG

I Polietilenglicoli (PEG) sono una classe di composti sintetici, ovvero prodotti in laboratorio (processo di polimerizzazione dell’ossido di etilene), e sono anche di derivazione petrolifera (quindi molto inquinanti). Sono utilizzati nei cosmetici come emulsionanti e come tensioattivi, in particolare nei detergenti e shampoo sono utilizzati per ottenere emulsioni viscose, mentre nelle creme consentono di ottenere emulsioni con effetto emolliente e umettante. Essi possono contenere impurità residue del processo di etossilazione necessario a produrli, sia ossido che diossido di etilene che risulterebbero essere cancerogeni.

Il numero che segue la sigla PEG indica le moli di ossido di etilene legate al composto di base. Visto che possono contenere residui come l’ossido di etilene, meglio un PEG con un numero basso che alto. Essi possono essere irritanti e dato che rendono l’epidermide più permeabile non dovrebbero essere presenti nei cosmetici che contengono prodotti chimici o nocivi che riuscirebbero a penetrare nell’epidermide con più facilità

Si riconoscono nell’INCI perchè il loro nome è costituito dalla sigla PEG seguito dal numero delle moli di ossido di etilene, per esempio PEG-40 ecc.


FORMALDEIDE E SUOI CESSORI

Nell’uso cosmetico, la formaldeide è un potente antibatterico, sterilizza qualsiasi forma di microrganismo e viene utilizzata per impedire che i preparati contenenti tensioattivi o altro materiale organico possano marcire.

Si parla di formaldeide quando viene utilizzata in concentrazioni elevate, ad esempio 50 – 100 mg per litro. Si parla invece di “cessori di formaldeide” cioè delle sostanze che hanno nomi e struttura chimica diversissimi dalla formaldeide ma che sono in grado, decomponendosi, di liberarne delle piccole quantità, quando si usano a percentuali più basse, per esempio 8 – 10 mg/l.

L’introduzione pura di formaldeide nella formula dei cosmetici è vietata per legge dalla comunità europea da circa trent’anni, sia nelle materie prime che nei prodotti finiti. Nei cosmetici la formaldeide è utilizzata sia nello smalto per unghie che nei prodotti per capelli. Nei prodotti per le unghie è aggiunta allo smalto per facilitare l’adesione alle unghie, come indurente, per migliorare la luminosità, la rigidità e l’applicazione. Nei prodotti per parrucchieri la formaldeide è utilizzata negli shampoo, ma soprattutto nei prodotti per la stiratura dei capelli.

L’IARC (International Agency for Research on Cancer), l’autorità internazionale di ricerca sul cancro più autorevole, ha inserito la formaldeide tra le sostanze cancerogene per l’uomo fin dal 2004. Che la formaldeide sia una sostanza cancerogena è stato accertato sui roditori, ai quali provoca cancro al naso ed alla gola. La formaldeide è in grado di interferire con i legami tra proteine e DNA. Esistono prove sufficienti per stabilire un nesso causale tra l’esposizione dell’uomo ad una sostanza e lo sviluppo di tumori.

Nell’INCI si riconoscono con i seguenti nomi:

Formaldehyde or formalin; formic aldehyde; oxymethylene -Bronopol or 2-bromo-2-nitropropane-1,3-diol, Diazolidinyl urea or N,N’-bis(hydroxymethyl) urea; 1-(1,3-bis(hydroxymethyl)-2,5-dioxoimidazolidin-4-yl)-1,3 bis(hydroxymethyl)urea, DMDM Hydantoin or 1,3-cimethylol-5,5-dimethylhydantoin; 1,3-Bis(hydroxymethyl)-5,5-dimethylimidazolidine-2,4-dione, Imidazolidinyl urea or imidurea; or N,N”-methylenebis(N’-(3-(hydroxymethyl)-2,5-dioxo-4-imidazolidinyl)urea, Tris nitro or trimethylolnitromethane; 2-nitro-2-(hydroxymethyl)-1,3-propanediol; tris(hydroxymethyl)nitromethane, Sodium hydroxymethyl glycinate, Benzylhemiformal, 2-Bromo-2-nitropropane-1,3-diol, 5-Bromo-5-nitro-1,3-dioxane, Quaternium-15, DMDM Hydantoin, Methenamine 


COCAMIDE DEA/MEA/TEA

Fanno parte della famiglia delle amine e amino-derivati e sono acidi grassi ricavati dall’olio di cocco. La sigla DEA sta per Diethanolamine, TEA per Triethanolamine, MEA per Monoethanolamine. Servono a rendere più viscosi, cremosi i prodotti cosmetici, o a produrre più schiuma. Le Cocamide DEA/MEA/TEA sono presenti soprattutto nei detergenti, come shampoo e bagnoschiuma che contribuiscono a rendere più ricchi di schiuma. Dovrebbero anche servire a ripristinare i grassi sulla pelle che sono stati tolti dal lavaggio. Inoltre, servono anche da regolatrici del ph.
L’accusa più pesante mossa a questo gruppo di ingredienti è quella di poter formare nitrosammine a contatto con la pelle. Le nitrosammine, che si formano dalla combinazione di nitriti e ammine, sono sostanze riconosciute come cancerogene. Nei prodotti cosmetici questo accade in particolare quando le ammine si trovano accanto ad alcuni ingredienti, chiamati nitrosanti.
Altre ombre si addensano però sulle ammine: sono accusate di essere disidratanti e di favorire la formazione di acne e forfora.

Nell’INCI si individuano con i nomi: cocamide DEA, cocamide MEA, cocamide TEA.


TRICLOSAN

Il Triclosan è chimicamente un policloro fenossi fenolo. Si presenta sotto forma di polvere bianca dall’odore leggermente aromatico, insolubile in acqua ma solubile in alcol, glicole propilenico, tensioattivi ed oli. Ha proprietà antimicrobiche in virtù della sua capacità di ridurre la sintesi degli acidi grassi necessari per la corretta formazione della parete batterica.

Il Triclosan è utilizzato in prodotti deodoranti, in detergenti per le mani e gel ad azione antimicrobica, nei dentifrici come antiplacca e antitartaro, in prodotti per il trattamento dell’acne. E’ impiegato in associazione con altri conservanti per potenziarne l’efficacia antibatterica. E’ consentito l’uso nei cosmetici fino a una concentrazione massima dello 0,3%. La sua struttura molecolare e la formula chimica sono simili a quelle di una delle sostanze più tossiche esistenti: la diossina. Il processo di fabbricazione del triclosan può produrre diossina, la quale ha un enorme grado di tossicità.

Nell’INCI lo si riconosce con il nome: Triclosan


SLES e SLS

Il sodium laureth sulfate (SLES) e il sodium lauryl sulfate (SLS) sono entrambi tensioattivi molto aggressivi contenuti nel 99% degli shampoo, bagnoschiuma e cosmetici e in genere occupano nell’INCI una posizione piuttosto alta. Non sono sostanze cancerogene, ma per la loro aggressività possono provocare problemi di secchezza della pelle ed è quindi preferibile utilizzare prodotti che contengono tensioattivi più delicati.

 

Con questa lista di ingredienti da evitare non era mia intenzione spaventarvi ma spero che possa essere un modo per diventare consumatori più consapevoli nella scelta di un cosmetico. Molti di voi saranno scettici o poco convinti dalle motivazioni per cui ognuno di noi debba scegliere un prodotto senza questi ingredienti, anche perchè su alcuni di essi non esistono delle prove scientifiche che ne attestino la pericolosità. Credo che alla fine si tratti di una scelta personale. Dal mio punto di vista preferisco non rischiare e utilizzare cosmetici biologici ed ecologici che per legge non possono contenere questi ingredienti.

Ciao

Stefania

 

Le mie fonti:

http://www.promiseland.it/

http://lola.mondoweb.net/

Cosmetologia – Dalla dermocosmesi funzionale alla cosmeceutica di Umberto Borellini

http://www.skineco.org

http://www.abc-cosmetici.it

 

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